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CERTIFICATI BIANCHI: COSA CAMBIA?

E’ entrato in vigore la scorsa settimana il decreto per la determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e del gas per il quadriennio 2017-2020, e per l'approvazione delle nuove linee guida per la preparazione, l'esecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica (DM 11/1/2017).

Secondo quanto stabilito dal decreto, gli obiettivi nazionali annui di risparmio energetico, da conseguire nel periodo 2017-2020 attraverso il meccanismo dei Certificati Bianchi, sono:

  • 7,14 milioni di TEP di energia primaria nel 2017;
  • 8,23 milioni di TEP di energia primaria nel 2018;
  • 9,71 milioni di TEP di energia primaria nel 2019;
  • 11,19 milioni di TEP di energia primaria nel 2020.

Gli obiettivi potranno essere raggiunti attraverso le seguenti azioni operative:

  • Interventi associati al  rilascio di Certificati Bianchi nel periodo di riferimento;
  • Risparmio di energia da cogenerazione ad alto rendimento (CAR) associata al rilascio di Certificati Bianchi nel periodo di riferimento (esclusi quelli ritirati dal GSE);
  • Interventi di efficientamento eseguiti nell'ambito del decreto ministeriale n. 106 del 20 maggio 2015, concernente il regolamento per i criteri di gara e per la valutazione dell'offerta per l'affidamento del servizio della distribuzione del gas naturale e associati al rilascio di Certificati Bianchi nel periodo di riferimento;
  • Interventi già agevolati nell'ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi che, anche dopo la conclusione del periodo di vita utile, continuano a generare risparmi.

Queste le principali novità introdotte:

  • Abolizione del metodo di valutazione analitico; previsti un nuovo metodo a consuntivo (denominato PC) e un nuovo metodo standardizzato (denominato PS).
  • Modifica della taglia minima dei progetti. I progetti standardizzati devono aver generato, nel corso dei primi 12 mesi del periodo di monitoraggio, una quota di risparmio addizionale non inferiore a 5 TEP; i progetti a consuntivo devono aver generato, nel corso dei primi 12  mesi del periodo di monitoraggio, una quota di  risparmio addizionale non inferiore a 10 TEP.
  • Introduzione per il GSE dell’obbligo di comunicare al MiSE e di pubblicare sul proprio sito internet, entro il 30 giugno di ogni anno: il numero dei Certificati Bianchi, non annullati all’1 giugno dello stesso anno, che eccedono l’obbligo nazionale; il numero di progetti approvati, dei TEE riconosciuti e delle stime dei TEE che saranno riconosciuti fino alla prima scadenza dell’obbligo.
  • Modifica delle tipologie di Certificati: Titoli di tipo I, II, III, e IV; scompaiono i Titoli di tipo II-CAR, V, IN ed E.
  • Erogazione dei Certificati Bianchi effettuata sulla base delle effettive rendicontazioni dei risparmi, per un massimo di anni pari alla vita utile. Il decreto contiene un elenco non esaustivo delle tipologie di progetti ammissibili con i relativi valori di vita utile e distinti per forma di energia risparmiata.
  • Ammissibilità dei seguenti progetti: 

- Progetti che utilizzano componenti rigenerati per i quali non siano stati percepiti in precedenza Certificati Bianchi; la data di avvio della realizzazione del progetto deve essere successiva alla data di presentazione dell’istanza di accesso al meccanismo.

- Progetti destinati all’adeguamento a vincoli normativi purché si adottino soluzioni più efficienti di quelle indicate dalle norme e si generino ulteriori risparmi.

- Progetti che prevedono l’impiego di fonti rinnovabili per usi non elettrici, esclusivamente in relazione alla loro capacità di incrementare l’efficienza energetica e di generare risparmi (di energia primaria totale o non rinnovabile) addizionali.



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